IMPLANTOLOGIA


Poche righe per informarVi, in modo chiaro e corretto, su cosa significhi fare un intervento di implantologia, le tecniche, i rischi e soprattutto a chi è rivolta.
TIPOLOGIE UTILIZZATE
Al fine di poter soddisfare la richiesta di quasi tutti i Pazienti, operiamo con 2 metodologie differenti a seconda della necessità.
IMPIANTO BIFASICO
E’ in sostanza una vite in titanio che viene inserita nell’osso con un piccolo intervento in anestesia locale atto a rimpiazzare un dente perso o come pilastro per avvitare o ancorare protesi più complesse in sostituzione di una parte o di tutti i denti di un’arcata.


IMPIANTO A SALDATURA INTRAORALE
Una tecnica questa che sfrutta il principio di solidarizzazione degli impianti attraverso la saldatura intraorale di una barra di collegamento. I vari elementi quindi, come si è detto, vengono connessi tra loro attraverso l’uso di una saldatrice intraorale che permette di trasformare strutture singole in una monolitica (blocco unico). L’assoluta atraumaticità di questa tecnica è tale, in caso di fallimento (molto raro), da permettere la ripetizione dell’intervento nel giro di poco tempo (quello necessario alla rigenerazione ossea – 30/40 gg.)


PER QUALI PAZIENTI E’ INDICATO L’INTERVENTO DI IMPLANTOLOGIA?
Gli interventi di implantologia si possono effettuare solamente dopo che il processo di sviluppo delle ossa mascellari si è completato per cui gli unici soggetti che non possono essere sottoposti a questo tipo di cure sono i bambini e gli adolescenti.
Per quanto riguarda gli adulti, invece, le moderne tecniche consentono di restituire una dentatura molto simile a quella naturale sia con il metodo fisso che con quello rimovibile-agganciato a seconda delle opzioni proposte dall’odontoiatra dopo attenta valutazione.
QUALI SONO I RISCHI E COSA SIGNIFICA “RIGETTO”?
Bisogna ricordare, innanzitutto, che per “rigetto” si intende incompatibilità fra tessuti molli come ad esempio il cuore o un rene di un donatore nei confronti del ricevente.
L’impianto, invece, può fallire per una incapacità della struttura ossea di sopportare le forze che i carichi masticatori le trasmettono.
Vi sono poi alcuni rischi, anche se lievi e non frequenti, quali:
- edema (gonfiore)
- dolore
- ecchimosi (livido)
Solitamente si risolvono nel giro di pochi giorni. Sarà il medico a valutare, caso per caso, la terapia farmacologica adeguata da adottare.
Cosa certa è che la buona riuscita e durata degli impianti non
dipendono soltanto dall’esito dell’intervento ma anche da una
stretta correlazione con l’igiene orale fatta a domicilio e le
visite di controllo periodiche presso lo studio odontoiatrico.

